Nella Venezia dei primi decenni del Settecento, tra le calli che risuonano di musica e la severa quiete dell’Ospedale della Pietà, il più grande orfanotrofio della città, prende vita 'Primavera', il nuovo film di Damiano Michieletto, tratto dal romanzo Premio Strega Stabat Mater di Tiziano Scarpa.
Il racconto segue il percorso di Cecilia, talentuosa violinista ventenne destinata a esibirsi dietro una grata, nascosta agli occhi del pubblico. La sua vita cambia con l’arrivo del nuovo insegnante di violino, Antonio Vivaldi, interpretato da Michele Riondino. Tra i due nasce un rapporto complesso, fatto di protezione, disciplina, ispirazione e ambiguità, che finirà per mettere Cecilia davanti alla scelta più difficile: obbedire alle imposizioni della Pietà o lottare per la propria libertà.
Michieletto, tra i registi d’opera italiani più riconosciuti nel mondo (dalla Scala alla Royal Opera House, dall’Opéra di Parigi alla Staatsoper di Berlino), firma una regia intensa e moderna che unisce sensibilità contemporanea e scrittura barocca. Il film nasce da una grande produzione italo-francese guidata da Indigo Film e Warner Bros con un budget di quasi otto milioni di euro.
Accanto a Riondino, la protagonista Cecilia ha il volto di Tecla Insolia, reduce da un periodo di grande successo tra cinema e televisione e premiata ai David di Donatello. Completano il cast Valentina Bellè, Andrea Pennacchi, Fabrizia Sacchi e Stefano Accorsi. La fotografia di Daria D’Antonio, realizzata quasi interamente a lume di candela, restituisce un Settecento pittorico e immersivo; le scenografie di Gaspare De Pascali e i costumi di Maria Rita Barbera ricreano con efficacia la vita austera e claustrofobica della Pietà.
Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival e vincitore dell’Audience Award al Chicago International Film Festival, 'Primavera' sarà proiettato in anteprima a Venezia sabato 13 dicembre al multisala Rossini e domenica 14 al multisala Giorgione e successivamente nelle sale italiane il 25 dicembre. Il film, che si è già assicurato la distribuzione in oltre venticinque Paesi, non è una biografia su Vivaldi, come sottolinea lo stesso Michieletto, ma il racconto di una giovane donna che trova nella musica il coraggio di emanciparsi da un mondo patriarcale e opprimente. In una Venezia ricostruita con rigore e poesia, il film diventa un viaggio emotivo che intreccia talento, identità e desiderio di libertà.





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